
Voglio soffermarmi prima sull'idea, sul concetto e poi sulla reale incidenza del gay pride nella vita delle persone. Il concetto di "Orgoglio Gay" viene risolto in molti modi differenti.C'è chi dice "Che bisogno c'è di essere orgogliosi per qualcosa di così personale come le scelte sessuali?",chi invece si interroga sull'impatto delle manifestazioni Gay sulle masse di astanti.
Per quale motivo centinaia di migliaia di persone dovrebbero unirsi per le strade di una città e, colorati e coperti di paiettes girare seminudi davanti agli occhi di tutti i non partecipanti che, dall'alto delle loro finestre osservano attoniti uno spettacolo del genere? Perchè delle donne dai capelli corti e le Dc.Marten's ai piedi(ma anche coi capelli lunghi e boccolati e i tacchi alti) dovrebbero passeggiare per le vie della città inneggiando canti di libertà?
Siamo nel 2009. Che bisogno ce n'è?
Presto detto.
Il 24 novembre scorso, a Centocelle(un quartiere di Roma),è stata uccisa a coltellate una trans. Il suo nome era Roberta (all'anagrafe Herbert Siqueira Goncalver) .
Il 22 maggio una a Napoli,ancora non identificata.
Andando in dietro nel tempo se ne possono registrare a centinaia di casi come questi. Perchè parlo delle trans? Perchè sono le più esposte, le più visibili, quelle più facilmente riconoscibili come "deviate" dalle persone che vogliono fare "pulizia".
Ma ugualmente potrei parlare delle violenze che avvengono fuori e dentro casa a discapito delle ragazze e dei ragazzi sospettati di essere gay. Per non parlare delle aggressioni e delle ingiustizie rivolte alle coppie.
Da
Stonewall sono passati QUARANT'ANNI. Solo che in Italia, il Bel Paese, le rivoluzioni avvengono a velocità rallentata e, sì per la presenza dello Stato Vaticano, ma anche e soprattutto per la noncuranza del popolo. Già. Del resto anche i governanti, prima di diventare tali, sono cittadini. E dunque perchè mai le proteste muoiono sul nascere?
Mi rendo conto in questi giorni come sia difficile creare una coesione tra associazioni GLBT. Figurarsi mettere d'accordo per un azione continuativa nel tempo le persone direttamente interessate al miglioramento delle condizioni di vita degli omosessuali.
Sono sempre stata una sostenitrice del fatto che, ognuno di noi, contribuendo anche solo per 5 minuti al giorno, ma anche alla settimana, può aiutare a diffondere il messaggio di amore e di uguaglianza del movimento GLBT. Chiunque. Ma ci vogliono spirito di sacrificio e coraggio. A partire dall'ambiente di lavoro e quello familiare fino a raggiungere il "mondo esterno".
Poi, finito di Lavorare Per La Causa, ci si incontra tutti per stada,per cantare alla città intera quanta fatica ci costa, in termini pratici, essere liberamente quello che vogliamo e sentiamo di essere. Per gridare alle persone affacciate ai balconi di scendere in strada, se credono che il nostro amore sia qualcosa di bello quanto il loro.
Io personalmente vorrei vivere questo Pride come qualcosa di molto simile ad un S.Valentino all'aperto, con gente che si bacia agli angoli delle strade sì, ma spontaneamente. Molto spesso sento dire "...e poi non ci possiamo nemmeno baciare per strada".Funziona così: alla prima ti guardano male, alla seconda ti fanno la battuta, alla terza la provocazione...eccetera. Ma se tutti ci baciassimo, andassimo in giro mano nella mano credete davvero che sarebbe un continuo di insulti per strada? Io dico che diventerebbe una cosa abituale e che, soprattutto le nuove generazioni, crescerebbero nell'immagine della normalità della cosa.
Camminando sui sanpietrini di Roma, vorrei, davvero tanto, che le persone che marciano vicine a me non pensassero, per una volta, "Dai che finita la marcia dopo andiamo alla festa tal dei tali".
Per una volta vorrei che riflettessero su quei 5 minuti a settimana che andrebbero dedicati alla causa,che si dicessero "magari se facessi così potrei ottenere un buon effetto",che si facessero venire IDEE. Ho avuto la fortuna di conoscere persone che per la "causa" hanno sacrificato, in termini di tempo, tutta la loro vita. A cui piacerebbe metter su famiglia ma non possono, vuoi per mancanza di leggi apposite, vuoi perchè sulle loro spalle grava il peso della scelta di volersi occupare anche di quelli che 5 minuti a settimana non li hanno.
Sono persone grandi. Sono poche, questo è il loro problema,ma hanno coraggio da vendere.